Dott. Raffello Cortesi

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mercoledì 24 maggio 2017

MALOCCLUSIONE DENTALE: PERCHE’ SI CREA?


La nostra bocca è costituita da due ossa, mascellare superiore e mandibola inferiore, che sostengono le rispettive arcate dentali.
Se queste ossa non sono cresciute correttamente o i denti, nella loro arcate non sono allineati o non combaciano perfettamente, abbiamo una malocclusione.

Le cinque cause principali

Una malocclusione può insorgere fondamentalmente per cinque ordini di cause:

  1. Genetica (la presenza in uno dei genitori con problemi scheletrici aumenta il rischio che anche un figlio possa avere problemi del mascellare o della mandibola che si sviluppano troppo/troppo poco o in maniera non coordinata in quanto a dimensioni);
  2. Abitudini viziate (questo è tipico dei più piccoli, ad esempio protrarre oltre i tre anni l’uso del ciuccio, del biberon o l’abitudine di succhiarsi il pollice);
  3. Traumi (traumi occorsi alla mascella o alla mandibola possono indurre uno sviluppo alterato che conduce a una malocclusione, così come denti scheggiati non curati o la perdita di un dente possono provocare un disallineamento dentale generale);
  4. Respirazione orale (disturbi vari che coinvolgono il naso provocandone la ostruzione – riniti, tonsilliti, adenoidi – hanno come conseguenza la respirazione orale, che a sua volta può essere causa di un anomalo sviluppo delle ossa facciali);
  5. Perdita precoce di denti da latte (altra situazione tipica dei bambini, in cui la perdita precoce può far venire meno il normale spazio per l’eruzione del dente permanente, che a quel punto avviene in posizione errata).

Come riconoscere una malocclusione

Da bambini, visto la frequenza sempre maggiore di visite odontoiatriche in giovane età, è sempre il dentista che informa i genitori della presenza di una malocclusione.

In età adulta solitamente la frequentazione dello studio dentistico è minore e, da soli, non è facile sospettare di avere una malocclusione perché i sintomi sono spesso nascosti e, a parte difficoltà masticatorie, non sono strettamente legati alla bocca, ma si manifestano con mal di testa, cervicalgie, ronzii alle orecchie, respirazione difficoltosa. La valutazione di un odontoiatra esperto della materia potrà senz’altro chiarirne l’effettiva presenza e gradazione, aspetto quest’ultimo influente in maniera decisiva sulla terapia.

Come intervenire in caso di malocclusione

Una malocclusione minima può essere tenuta a bada e bloccata solo evitando il protrarsi di pratiche sbagliate,con successivo monitoraggio periodico da parte dello specialista di riferimento. Ad esempio, in presenza di bruxismo notturno, cioè di digrignamento dei denti durante il sonno, sarà consigliato l’utilizzo dio uno specifico bite.

Nei casi più gravi, qualora la semplice estrazione non possa ovviare al sovraffollamento che ha generato la malocclusione, interviene la moderna Ortodonzia con i suoi apparecchi, oggi sempre più pratici ed esteticamente discreti, in grado di correggere problemi di posizionamento dentale in alcuni mesi di terapia.

Quando invece si è in presenza di difetti ossei, è necessario ricorrere alla chirurgia maxillo-facciale.



di Raffaello Cortesi
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